“Non sono un’artista. I musicisti, gli scultori, i pittori lo sono. Sono un artigiano al servizio di una delle attività più antiche di Napoli, un pizzajuolo. Un pizzaiolo con un’identità, un cervello e un’anima”. Enzo Coccia
La sua storia riempie di inchiostro le pagine di giornali a tiratura mondiale, dal New York Times al Daily Telegraph, dal Wall Street Journal a Le Monde, che raccomandano la sua come migliore pizzeria d’Italia. Ricorso esclusivo a prodotti di qualità, conoscenza profonda della tradizione e del territorio, ma, soprattutto, passione per il proprio lavoro: questi sono gli ingredienti del suo grande successo.

Classe 1962 e una passione contagiosa che è iniziata quando, ancora ragazzino, aiutava il padre, Antonio, nella pizzeria di famiglia. Cresciuto nel popolarissimo quartiere della Duchesca, alle spalle di Piazza Garibaldi e della Stazione Centrale, presto si rese conto che era ciò che avrebbe voluto fare nella sua vita. Alcuni anni dopo, decise di affrontare una prima sfida aprendo la sua pizzeria, o meglio pizzAria, alla maniera antica, La Notizia. Tutto cominciò nel lontano 1994 con un film, quello del famoso regista Orson Welles, Quarto Potere, che un giorno vide e gli fornì ispirazione: Charles Foster Kane diceva che “se il titolo è grande, la notizia diventa subito importante”, allo stesso modo se la pizza è grande, La Notizia diventa subito importante. Imponendosi sin dall’inizio della sua carriera come vero e proprio imperativo categorico l’impiego assoluto dei migliori ingredienti che la Campania offre, il maestro pizzaiolo ha saputo trasformare il prodotto popolare, conosciuto ormai anche negli angoli più remoti del globo, in autentica eccellenza gastronomica.
Difensore accanito della qualità e tra i redattori del disciplinare. Enzo Coccia si è battuto nel processo di certificazione della “regina” napoletana come Specialità Tradizionale Garantita, riconosciuta dall’Unione Europea nel 2009. L’intenzione era, e continua ad essere, quella di tutelare l’indiscussa protagonista della nostra vita quotidiana. Da qui anche la scelta di fondare, agli inizi del terzo millennio, una società di consulenza e formazione, Pizza Consulting, per insegnare la difficile arte che l’ha reso famoso nel mondo e difenderla da false e cattive imitazioni. Dal Giappone al Canada, passando per l’India, l’Africa e gli Stati Uniti, giungono in molti per apprendere le tecniche e i segreti, non di una semplice ricetta, bensì di un mestiere antico, tramandato da secoli di padre in figlio. La sua attività di docente si arricchisce successivamente della particolare esperienza avuta con i bambini delle scuole elementari napoletane.

Per ben due anni, tra il 2005 e il 2007, prende parte a un programma di educazione alimentare, in qualità di vice presidente dell’associazione Ed. AL. BA. (Educazione Alimentare ai Bambini), per far conoscere e riconoscere, attraverso il gioco e il divertimento, toccando e assaggiando, la qualità degli ingredienti che compongono il piatto caro a grandi e piccoli. Una tensione continua verso la conoscenza sempre più approfondita dei prodotti e delle loro origini, lo spinge a frequentare un Master all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli su “Le tradizioni e le culture alimentari dei popoli del Mediterraneo”.

Ma chi pensa che Enzo Coccia sia un uomo chiuso nelle forti tradizioni napoletane si sbaglia. Nel 2010, sulla stessa strada poco più giù, al civico 94, spinto dal desiderio di sperimentare, debutta con un’altra Notizia per offrire nuovi orizzonti gustativi, favorendo l’innovazione e aprendo così la strada a quelle che in molti hanno battezzato “pizze gourmet”. Fichi, baccalà fresco, limoni, tartufi sono solo alcuni degli ingredienti, poco comuni, che ritroviamo nel menu della nuova pizzeria, come la riproposizione dell’antico abbinamento pizza e vino, a lungo soppiantato dallo strapotere delle birre. Mettendo in pratica le conoscenze acquisite durante il corso di sommelier presso l’AIS di Napoli, l’inarrestabile Enzo imbastisce, come un abito cucito su misura, il ménage perfetto tra vini e pizze. Il suo approccio innovativo, qualcuno potrebbe dire sacrilego, ha suscitato non poche reazioni tra i più tradizionalisti. L’Associazione Pizzaioli Napoletani, di cui era stato socio fondatore, non tardò ad affermare che, in quanto prodotto popolare, la pizza non doveva essere così complicata pena la sua stessa identità.

Nonostante le polemiche, nello stesso anno di apertura, La Notizia è la prima pizzeria ad essere segnalata nella prestigiosa Guida Michelin e insignita della forchetta che l’accompagna da quel momento in poi.