Pizza-fritta-baccala

Ho copiato la ricetta!

di Enzo Coccia 

Ebbene sì, anch’io Enzo Coccia, ho copiato la ricetta! E non mi vergogno a dirlo!

Nell’epoca del copyright garantito a tutti i costi, della guerra tra chef a colpi di foto postate su Facebook a riprova della primogenitura di un piatto, oggi che bisogna essere originali a tutti i costi, io lo confesso: ho copiato. Ed eccolo il corpo del reato: il Pasticcio de pesce dal trattato “Cucina teorico-pratica” del 1837 di Ippolito Cavalcanti.

Non me ne volere, caro Ippolito, ma quando ho letto la tua ricetta “farraje la pasta nfrolla …comm’a na pizza, trita tre grana di scarola fina fina, la faje suffreie co no musuriello d’uoglio, passi, pignoli, aulive, chiapparielle e alice salate… quanno la scarola s’è cotta nne miette meza tutta bella spasa…miezo nge miette no ruotolo e miezo de porpa de pesce scaudato e spinato e ‘ncoppa nge miette l’auta scarola, e ‘ncoppa a essa l’auta pettola de pasta, e farraje tuorno tuorno comme na pizza, lo farraje cocere a lu furno” ho pensato: “quasi quasi… la copio”.

E così è nata la “Pizza fritta con il baccalà” che potete gustare al mio nuovo locale ‘O sfizio d’ a Notizia (via M. da Caravaggio 49/51). C’è il baccalà, c’è la scarola, ci sono le olive nere di Gaeta, ci sono i pinoli e l’uva passa.

Caro Ippolito, non mi è piaciuto però fare la copia-fotocopia e così ho aggiunto due piccole varianti: ho scelto come pesce scaldato il baccalà e ho deciso di friggere e non di cuocere al forno. Perché – diciamola tutta – c’è modo e modo di copiare. Anche i più talentuosi, originali e creativi hanno fatto la propria “gavetta” andando a “bottega” da quelli più bravi e rubandone in parte il mestiere. E’ la vita! Lo ha fatto Michelangelo Buonarroti, formatosi dal Ghirlandaio (oggi artista quasi ignorato dalla moltitudine) e anche il grande Beethoven ha tratto ispirazione da Haydn e Mozart e come non ricordare la famosa frase di Isaac Newton “Se ho visto più lontano è perché sono salito sulle spalle dei giganti che mi hanno preceduto”.

Non siamo corpi isolati sotto una campana di vetro, ma viviamo in comunità e l’ispirazione di ognuno di noi, inevitabilmente, è influenzata dai libri che legge, dalle persone che  frequenta, dal momento storico-culturale che vive. Tutti ci inseriamo in questa scia e tutti, chi più chi meno, copia o è copiato a sua volta, è discepolo o mentore. Per quanto mi riguarda la mia unica fonte di ispirazione è Napoli e la sua antica e, pur sempre attuale, tradizione culinaria.